CASSANDRA CLARE e SARAH REES BRENNAN.

DOVE SI IGNORA VECCHIAIA ED AMAREZZA.

Ciclo: Le cronache dell'Accademia Shadowhunters. 7.


Titolo originale: Tales from the Shadowhunter Academy. Bitter of Tongue.
Traduzione di: Manuela Carozzi.
2015 A. Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Quando Simon viene rapito dalle fate, viene a conoscenza di un'arma segreta lasciata da Sebastian alla Regina. Deve scappare dal regno fatato il pi in fretta possibile e l'unico che pu aiutarlo  l'ex Shadowhunter Mark Blackthorn.
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L'autrice.
Cassandra Clare  nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo
con la famiglia, trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si  fermata a Brooklyn, dove, per non farsi distrarre dai gatti e dalla TV, scrive i suoi libri nei caff e nei ristoranti.
La saga "Shadowhunters" ha appassionato milioni di lettori amanti del genere urban fantasy nel mondo, con oltre 30 milioni di copie vendute negli Stati Uniti e 400.000 in Italia.
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Il sole splendeva, gli uccellini cinguettavano, e all'Accademia degli Shadowhunters era una
bellissima giornata.
O almeno Simon era abbastanza sicuro che fuori il sole splendesse: la camera nei sotterranei
che condivideva con George era pervasa da una debole luminescenza, che proiettava un piacevole
bagliore sulla melma verde di cui erano rivestite le pareti.
D'accordo, da dove si trovava gli uccellini non si sentivano davvero, ma George che tornava
dalle docce canticchiando s.
Buond, Sim! In bagno ho visto un topo, ma stava schiacciando un pisolino, perci ci siamo
ignorati cordialmente a vicenda.
Oppure il topo era morto per via di un terribile virus che ora si  diffuso nell'impianto
idraulico sugger Simon.
Potremmo ritrovarci a bere acqua contaminata per settimane...
Rilassati, Mister Allegria. Simon Muso Lungo non piace. Simon Faccia-da-Funerale non
riscuote successo. Simon...
Okay, okay, George, ho capito l'antifona. Comunque mi oppongo fermamente, soprattutto
perch in questo momento mi sento abbastanza di buonumore. Allora, pronto per il grande giorno?
Fatti una doccia, Sim lo incoraggi l'altro.
Inizia la giornata con una bella rinfrescata.
Magari sistemati un po' i capelli.
Non ti farebbe male.
Simon scosse la testa. In bagno c' un topo morto, George. Io in quel bagno non ci metto
piede.
Non  morto, sta soltanto dormendo. Te lo garantisco.
 proprio l'ottimismo insensato a scatenare le pestilenze! Chiedilo ai contadini europei del
medioevo. Ah, no, non puoi.
Erano un'allegra brigata di gente molto positiva? chiese George, scettico.
Sicuramente lo erano molto di pi prima della peste rispose Simon. Andava molto fiero di
quelle sue osservazioni acute, avvalorate, per giunta, da eventi storici comprovati. Si sfil la maglietta
che aveva usato per dormire, sulla quale campeggiava la scritta COMBATTERE! e pi sotto, a caratteri
pi piccoli, IL NOSTRO NEMICO CON ARGOMENTI ARGUTI.
George ne approfitt per colpirlo con l'asciugamano bagnato, facendolo gridare per protesta.
Sorrise, mentre prendeva la tenuta da combattimento dal guardaroba.
Avrebbero iniziato l'addestramento subito dopo colazione, quindi tanto valeva prepararsi
subito. Come se non bastasse, indossare finalmente una taglia da uomo e non da donna era una
conquista.
Sal a fare colazione con George, sentendosi in pace col mondo.
Sai cosa? In fondo questo porridge non  niente male! comment affondando il cucchiaio
nella scodella. George, che aveva la bocca piena, annu con entusiasmo.
Guardandoli, Beatriz parve dispiaciuta per loro  o forse pi che altro era dispiaciuta per il fatto
che i maschi in generale fossero cos stupidi. Questo non  porridge dichiar. Sono uova
strapazzate.
Oh, no... sussurr debolmente George, con la bocca ancora piena.
Nooo!
Simon lasci cadere il cucchiaio e fiss il fondo della scodella con orrore.
Ma se sono uova strapazzate... disse, in tono interrogativo. E non ce l'ho con te, Beatriz, sto
solo facendo quella che mi sembra una domanda ragionevole... Se sono uova strapazzate, allora perch
sono grigie?!
Beatriz fece spallucce e continu a mangiare, evitando accuratamente i grumi. Chi pu dirlo?
Sarebbe stato possibile ricavarne una canzone triste, pens Simon. Se sono uova, perch sono
grigie? Chi pu dirlo, chi pu dirlo? A volte si sorprendeva ancora a pensare ai testi delle canzoni,
nonostante fosse uscito dal gruppo.
Certo, Perch le uova sono cos grigie? non avrebbe avuto un grande successo, nemmeno tra gli
hipster.
Julie sbatt la scodella sul tavolo, accanto a Beatriz.
Le uova sono grigie annunci.
Non so come facciano. A questo punto sarebbe ora di non combinare pi disastri con il cibo,
almeno ogni tanto. E invece... tutte le volte, tutti i giorni, per oltre un anno? Cos', c' una
maledizione su questa Accademia?
Io pensavo che potrebbe darsi disse George, serio. A volte mi capita di sentire un essere
soprannaturale che si muove, una specie di fantasma che scuote le sue tremende catene...
Sinceramente, speravo proprio che l'Accademia fosse maledetta, perch altrimenti significa che nelle
tubature ci sono strane creature.
Rabbrivid.
Creature...
Julie si mise a sedere. George e Simon si scambiarono uno sguardo compiaciuto: stavano
tenendo il conto di quanto spesso la ragazza scegliesse di sedersi con loro tre anzich con Jon
Cartwright. Al momento stavano vincendo, con il sessanta per cento delle preferenze.
Julie che si sedeva con loro sembrava buon segno, visto che quello era il gran giorno di George.
Ormai erano allievi del secondo anno e, per usare le parole di Scarsbury, non pi casi disperati
potenzialmente a rischio di decapitarsi, perci potevano affrontare missioni leggermente pi
importanti. A ognuna di esse veniva assegnato un caposquadra che, in caso di successo della missione,
riceveva il doppio dei punti. Julie, Beatriz, Simon e Jon erano gi stati capisquadra, e si erano
comportati egregiamente: obiettivi raggiunti, demoni annientati, gente salvata, Nascosti fuorilegge
puniti con severit ma giustizia. Per certi versi era un peccato che la missione di Jon fosse andata cos
bene, come lui stesso aveva ampiamente ribadito per settimane, ma non potevano farci niente. Erano
troppo bravi, pens Simon, incrociando le dita sotto il tavolo per non portarsi sfortuna da solo. Non
c'era possibilit che fallissero.
Nervoso, caposquadra? chiese Julie. Simon doveva ammettere che quella ragazza sapeva
essere una compagnia inquietante, a volte.
No rispose George. Poi, sotto lo sguardo penetrante di Julie:
Forse. Anzi s. La giusta dose di nervosismo, hai presente? Sotto pressione, ma assolutamente
sotto controllo.
Non fartela sotto. Voglio un punteggio pieno fu il perentorio commento di lei.
Segu un silenzio imbarazzato.
Simon si consol guardando verso il tavolo di Jon: quando Julie lo mollava, lui si trovava a
mangiare da solo, a meno che Marisol decidesse di raggiungerlo per tormentarlo, come stava
accadendo in quel preciso istante, del resto.
Che peste, Marisol. Era proprio uno spasso.
Jon fece gesti concitati per chiedere aiuto, ma Julie era girata di spalle, perci non lo vide.
Non lo dico per spaventarti, George prosegu la ragazza.
Quello sarebbe un risultato in pi.
Questa  una missione importante: sai anche tu che le fate sono la specie peggiore di Nascosti.
Si addentrano nel territorio mondano e li ingannano perch mangino la loro frutta, e ti assicuro che non
 una barzelletta. Sono delitti, delitti per i quali difficilmente potremo prenderle, perch prima che i
mondani muoiano loro se la sono gi svignata. Stai prendendo questa cosa sul serio, vero?
S, Julie rispose George. Lo so che uccidere  male, Julie.
Il viso di lei si incresp in quell'espressione allarmata che assumeva ogni tanto. Ricordati che
sei stato tu a mandare quasi a monte la mia missione.
Ho esitato leggermente prima di affrontare quel bambino vampiro... ammise George.
Appunto. Quindi stavolta niente esitazioni. In qualit di nostro caposquadra dovrai agire di tua
iniziativa. Non sto dicendo che tu non sia bravo, George, ma solo che hai bisogno di imparare.
Non sono certo che esista qualcuno a cui servano discorsi d'incoraggiamento di questo tipo
osserv Beatriz. Spaventerebbero a morte chiunque. E spaventare a morte George  gi fin troppo
facile.
Il diretto interessato, inizialmente commosso dal prode slancio di Beatriz, cambi subito
espressione.
Be', penso solo che ogni tanto si potrebbero rinominare gli stessi capisquadra borbott Julie,
dichiarando a tutti il motivo all'origine di tanta ostilit. Affond la forchetta nelle sue uova grigie,
meditabonda. Io sono stata cos brava...
Simon inarc un sopracciglio.
Avevi un frustino da cavallo e hai minacciato di picchiarmelo in testa e in faccia se non avessi
fatto quello che dicevi.
Julie gli punt contro il cucchiaio.
Esatto. E tu hai eseguito. Questo significa essere un capo. E comunque, alla fine non ti ho
picchiato n in testa n in faccia. Gentile ma ferma, c'est moi.
And avanti a incensarsi ancora per un po', e Simon si alz per andare a prendere un altro
bicchiere di succo.
Secondo te, che tipo di succo ? gli chiese Catarina Loss, mettendosi in coda con lui.
Frutta le rispose. Semplice frutta. O almeno, cos mi hanno detto. E anch'io l'ho trovata una
risposta sospetta.
A me piace la frutta disse Catarina, pur non sembrando troppo convinta. Ah, so che questo
pomeriggio sei esonerato dalla mia lezione. Cosa combini stamattina?
Sono in missione per impedire alle fate di uscire dai loro confini e dedicarsi ad attivit illecite.
Il caposquadra  George.
George caposquadra? gli fece eco Catarina. Mmh...
Perch oggi ce l'hanno tutti con George? Cos'ha che non va? George non ha niente che non
vada.  impossibile trovargli un difetto.  un angelo perfetto venuto dalla Scozia.
Condivide sempre i manicaretti che gli spedisce sua madre ed  pi bello di Jace. Ecco, l'ho
detto. E non me lo rimanger.
Vedo che sei di buonumore not Catarina. D'accordo, allora.
Vai, divertiti. Prenditi cura del mio studente preferito.
Va bene rispose Simon.
Scusa, ma chi sarebbe?
Catarina lo scans con la mano in cui teneva il non meglio identificato succo.
Sparisci, Diurno.
Tutti gli altri erano entusiasti all'idea di partire per una nuova missione. Anche Simon non
vedeva l'ora, ed era contento per George.
Ma il motivo principale della sua gioia era che, dopo la missione, sarebbe potuto stare per un
po' in un posto diverso dall'Accademia.
Gli ultimi avvistamenti del Popolo Fatato erano stati segnalati in una brughiera nel Devon.
Simon era abbastanza emozionato all'idea di andarci e sperava ci sarebbe stato tempo anche per vedere
le cassette della posta rosse e bere una birra in un tipico pub inglese.
Invece la brughiera si rivel essere un'immensa estensione di terreno sconnesso, punteggiato di
rocce e con una distesa di colline sullo sfondo, del tutto privo di cassette della posta cos come di
caratteristici pub. Il contatto dotato di Vista che li stava aspettando consegn immediatamente un
cavallo ciascuno.
Campi e cavalli, cavalli e campi.
Simon si domandava perch si fossero presi il disturbo di lasciare l'Accademia, visto che quel
posto era praticamente identico.
Le prime parole pronunciate da George mentre cavalcavano nella brughiera furono: Credo che
sarebbe meglio dividerci.
Come... nei film dell'orrore? chiese subito Simon.
Julie, Beatriz e Jon gli rivolsero sguardi infastiditi e pieni di compatimento.
L'espressione titubante di Marisol lasciava intendere che lei era d'accordo con Simon, ma la
ragazza non disse nulla e a lui non andava di essere l'unico a ribellarsi alla leadership del suo amico. Se
si fossero divisi, avrebbero coperto un'area pi vasta. Forse era una buona idea...
Pi brughiera sotto controllo!
Come poteva andare male?
Io sto con Jon annunci all'improvviso Marisol, con un lampo negli occhi scuri. Vorrei
continuare il discorso che abbiamo iniziato a colazione. Ho molte altre cose da dirgli sull'argomento
videogiochi.
Io per non voglio pi sentire parlare di videogiochi, Marisol! ribatt lui, Shadowhunter che
ormai viveva in un incubo di informazioni mondane a getto continuo.
L'altra sorrise. Lo so.
Marisol aveva appena compiuto quindici anni, e Simon non sapeva bene come avesse scoperto
che raccontare a Jon ogni singolo dettaglio del mondo dei mondani potesse essere una forma di
terrorismo psicologico cos efficace.
Nel corso di quell'anno e un pezzo da che la conosceva, la sua perfidia non aveva fatto altro che
crescere. E lui doveva rispettarlo.
Io sto con Sim disse George con disinvoltura.
Mmh... fece lui.
N l'uno n l'altro era ancora diventato Shadowhunter, e sebbene Catarina li aiutasse a vedere
al di l degli incantesimi, nessun mondano  o meglio, nessun non - Shadowhunter  poteva essere al
riparo dal potere delle fate quanto uno dei Nephilim.
D'altronde, Simon non voleva mettere in discussione l'autorit di George n lasciare intendere
di non voler stare in coppia con lui. E poi aveva paura di finire con Julie, e farsele suonare in testa e in
faccia.
S, perfetto concluse con un filo di voce.
Per... forse potremmo dividerci, ma anche rimanere... abbastanza vicini da poterci sentire a
vicenda se qualcuno chiama, che ne dite?
Vuoi che ci dividiamo restando uniti? chiese Jon, allibito. Ma capisci la nostra lingua?
E tu capisci le parole World of Warcraft? lo rimbecc Marisol con aria minacciosa.
S, le capisco, prese singolarmente. Ma non combinate in quel modo. E nemmeno mi interessa,
se  per questo rispose lui, incitando il cavallo a galoppare nella brughiera. Marisol per lo segu a
ruota. Simon segu con lo sguardo le spalle di Jon, ed ebbe paura che potesse allontanarsi troppo.
D'altra parte avevano deciso di dividersi... Quindi era giusto cos.
George guard i restanti membri della squadra e sembr giungere a una conclusione. Restiamo
a portata d'orecchio, perlustriamo la brughiera e vediamo di riuscire a stanare i membri del Popolo
Fatato dai punti in cui sono stati segnalati.
Siete con me, squadra?
Io sono con te fino alla fine, se non ci vorr troppo tempo! Lo sai che sono invitato al
matrimonio di Helen Blackthorn e Aline Penhallow rispose Simon.
Uuh, io i matrimoni non li sopporto comment George, impietosito. Ti devi mettere tutto in
ghingheri e startene seduto per ore mentre tutti odiano tutti per via di qualche lite sulla disposizione dei
fiori. E le cornamuse, che strazio. Certo, non so come siano i matrimoni fra Shadowhunters. I fiori ci
sono? E le cornamuse?
In questo momento non sono in grado di risponderti disse Beatriz.
Mi sto immaginando Jace Herondale in smoking... Sembra un agente segreto e ha un fascino
da paura...
James Bond propose George.
Anzi, James Blond! Be', in ogni caso a me i vestiti da pinguino non piacciono. Comunque mi
pare di capire che per te non  un problema, Sim.
Simon stacc una mano dalle redini e con un certo orgoglio si punt un dito contro il petto,
manovra che solo un anno prima avrebbe provocato una rovinosa caduta. Ti informo che questo
pinguino parteciper al matrimonio al fianco di Isabelle Lightwood.
Pronunciare quelle parole bast per infondere a Simon un senso di benessere. In un mondo tanto
meraviglioso, com'era possibile che qualcosa andasse storto?
Guard i compagni: silhouette nere in aderente tenuta da combattimento a manica lunga per
proteggersi dal gelo invernale, archi sulla schiena e il respiro come nuvole bianche nell'aria pungente,
che cavalcavano veloci nella brughiera, in missione per proteggere l'umanit. Tre amici al fianco, Jon e
Marisol in lontananza.
George, cos orgoglioso di essere caposquadra. Marisol, sarcastica ragazza di citt, che
cavalcava il suo destriero con spontanea naturalezza. Persino Beatriz e Julie, e anche Jon, tutti
Shadowhunters dalla nascita, gli sembravano un po' diversi adesso che erano al secondo anno
d'Accademia. Scarsbury aveva affinato le loro doti fisiche, Catarina li aveva istruiti, e persino i loro
compagni di studi avevano contribuito a cambiarli. Ora gli Shadowhunters nati cavalcavano e
svolgevano missioni in squadra con i mondani, la cosiddetta feccia, che per riusciva a tenere il
passo.
La brughiera iniziava a colorarsi di verde, e le foglie degli alberi alla loro sinistra tremolavano
come se i rami danzassero nella brezza leggera. La luce del sole era chiara e limpida, splendeva sulle
loro teste cos come sugli abiti neri. Simon si sorprese a pensare, con affetto e orgoglio, che in fondo
potevano sembrare tutti autentici Shadowhunters.
Not che, dopo essersi accordate con uno sguardo, Beatriz e Julie stavano incitando i cavalli a
guadagnare terreno. Guard in lontananza, dove a stento riusciva ancora a individuare Jon e Marisol,
poi si sofferm sulle schiene di Beatriz e Julie. Prov una fitta di inquietudine...
Perch corrono tutti avanti? chiese. Non per venire a dirti cosa dovresti fare, ma, mio
valoroso caposquadra, forse sarebbe il caso di avvisarli di non allontanarsi troppo...
Ma s, lascia un minuto a quelle due... rispose George. Tu lo sai, vero, che un po' le piaci?
Cosa?!
Non che far mai niente...
Nessuno a cui piaci si sognerebbe mai di fare qualcosa, perch nessuno ha voglia di farsi
decapitare da Isabelle Lightwood!
Ma cosa stai dicendo? si sbalord Simon. C' qualcosa, nel modo in cui parli, che mi fa
pensare a pi persone. A chi dovrei... piacere, scusa?
George fece spallucce. A quanto pare sei uno di quei tipi che conquistano. Non chiedermi il
motivo, eh. Io pensavo che le ragazze apprezzassero gli addominali.
Io forse li ho fece Simon. Una volta mi sono guardato allo specchio e credo di averne visto
uno.
Ti dir, tutti questi allenamenti mi stanno facendo un gran bene al fisico.
Non che Simon pensasse di essere orrendo, niente del genere.
Ormai aveva ben visto pi di un demone munito di occhi tentacolari, ed era piuttosto sicuro che
a nessuno si rivoltasse lo stomaco dopo aver posato lo sguardo su di lui.
Per non era Jace, che faceva girare la testa alle ragazze come se fossero in preda a un
incantesimo.
Quindi non aveva senso pensare che, tra tutti gli studenti dell'Accademia, Beatriz avesse scelto
proprio lui.
George strabuzz gli occhi. Lui proprio non capiva appieno il lento sviluppo della forma fisica.
Molto probabilmente con gli addominali ci era nato, lui. Qualcuno ci nasceva, qualcuno se li faceva
venire, e qualcuno, come Simon, li vedeva comparire a opera di un insegnante spietato.
S, Simon. Spacchi.
Senti questo braccio fece lui.
Duro come roccia! Non per vantarmi, ma  tutto muscoli. Tutto muscoli.
Sim, non c' bisogno che ti tocchi. Ti credo, perch tra veri amici ci si crede a vicenda. E sono
felice di questa tua misteriosa popolarit con le ragazze, perch  cos che si sentono i veri amici.
Per, dico sul serio, stai attento a Jon, perch penso che prima o poi gli partir un cazzotto. Lui
non afferra il tuo fascino, indefinibile e innegabile al tempo stesso. Ha gli addominali fino al mento,
quello, e pensava di avere anche tutte le ragazze dell'Accademia ai propri piedi.
Simon continu a cavalcare, come in trance.
Gi solo l'affetto che Isabelle gli dimostrava era sorprendente, inspiegabile, una scarica elettrica
(una scarica bellissima e potente, che lui aveva avuto la sfacciata fortuna di prendersi!). Alla luce di
quelle nuove informazioni, per, cominciava a pensare che fosse il caso di rivalutare la situazione.
Gli avevano riferito che un tempo era uscito con Maia, la capobranco dei lupi mannari di New
York, ma sospettava di aver fallito miseramente. Gli erano anche giunte voci di una regina vampiro che
forse aveva manifestato qualche interesse.
Aveva addirittura dedotto, per quanto strano potesse sembrare, che per un breve periodo di
tempo fosse uscito con Clary. E adesso, forse, piaceva a Beatriz...
Sul serio, George, dimmi la verit. Secondo te sono bello?
George scoppi a ridere, e il suo cavallo indietreggi di qualche passo sotto la luce del sole.
In quel momento Julie grid e punt un dito: Fata!. Simon guard verso una figura
incappucciata, con un cesto di frutta appeso a un braccio, che con il massimo dell'innocenza spuntava
dalla nebbia da dietro un albero.
Inseguiamola! tuon George, mentre il suo cavallo partiva alla carica, seguito da quello di
Simon.
Molto pi avanti, Marisol grid:
Trappola! e subito dopo lanci un urlo di dolore.
Simon guard disperatamente verso gli alberi e scopr che la fata aveva rinforzi. In fondo erano
stati avvertiti del fatto che, dopo la Pace Fredda, il Popolo Fatato era molto pi diffidente e accanito. A
quanto pareva era tutto pianificato...
Simon, George, Julie e Beatriz galoppavano a rotta di collo, ma erano troppo lontani da
Marisol, che vacillava in sella al cavallo, con un rivolo di sangue che le colava gi per il braccio: era
stata colpita da una punta elfica.
Marisol! grid Jon Cartwright.
Marisol, vieni qui!
Lei gir il cavallo verso quello di lui. Quando i due animali furono abbastanza vicini, Jon si
alz in piedi sulla sella e salt su quella di lei, con l'arco gi in mano pronto a scagliare frecce tra gli
alberi, facendo al contempo scudo con il proprio corpo alla compagna.
Simon sapeva che non sarebbe mai stato in grado di compiere una mossa del genere, finch non
avesse superato l'Ascensione.
Julie e Beatriz girarono i cavalli verso gli alberi dietro cui si nascondevano le fate che li
bersagliavano.
Hanno recuperato Marisol annunci George, ansimante.
Possiamo ancora catturare la fruttivendola.
No, George fece per dire Simon, ma l'altro stava gi puntando verso la figura incappucciata,
ormai sul punto di sparire fra gli alberi e nella nebbia.
All'improvviso, fra il tronco e il ramo di uno degli alberi balen un raggio di luce bianca,
abbagliante, che parve rifrangersi negli occhi di Simon, allargandosi e schiarendosi come un sentiero di
luna sul pelo del mare. La figura incappucciata si stava dissolvendo, era gi quasi scomparsa nel
bagliore, e il cavallo di George era a un passo dal pericolo: la mano del ragazzo stava cercando di
afferrare l'orlo del mantello della misteriosa figura, senza badare alla condanna che rischiava di
autoinfliggersi.
George, no! url Simon. Non dobbiamo entrare nel Regno delle Fate!
Spinse il cavallo a mettersi davanti a quello di George, riuscendo cos a impedirgli di
proseguire, senza per rendersi conto che il proprio animale era troppo terrorizzato per fermarsi.
Una luce bianca lo accec.
All'improvviso ricord la sensazione di cadere nel Regno delle Fate, completamente inzuppato,
in una pozza d'acqua: ricord Jace cos stranamente gentile nei suoi confronti e ricord di quanto lui si
fosse sentito offeso, come avesse pensato: Adesso basta umiliarmi, con il petto che gli bruciava di
risentimento.
Precipit nel Regno con il grido del cavallo terrorizzato che gli perforava i timpani, le foglie
che lo accecavano e i rami che gli graffiavano viso e braccia. Cerc di schermarsi gli occhi e si ritrov
sbattuto contro rocce e ossa, immerso nell'oscurit.
Quanto avrebbe voluto che Jace fosse l con lui.
Si svegli nel Regno delle Fate.
Gli pulsava la testa, come il pollice quando lo pesti con una martellata.
Il suo primo pensiero, quindi, fu augurarsi che nessuno gli avesse dato una martellata in testa.
Si trovava in a un letto che oscillava appena, e sentiva pungere sotto la guancia. Apr gli occhi e
vide che non si trovava esattamente in un letto, bens sopra un giaciglio di muschio e ramoscelli
accumulati su un ripiano di asticelle di legno.
Davanti agli occhi, strane strisce di buio gli oscuravano la vista.
Il Regno delle Fate era molto simile alle brughiere del Devon, e allo stesso tempo
completamente diverso. La foschia all'orizzonte era sfumata di porpora, come un agglomerato di nubi
tempestose che incombevano sul terreno, e si muoveva, suggerendo forme strane e minacciose. Le
foglie sugli alberi erano verdi, gialle e rosse come quelle mondane, ma brillavano come pietre preziose;
quando il vento le faceva frusciare, Simon riusciva quasi a ricavarne parole.
Quella era una natura ribelle, alchemizzata in magia ed eccentricit.
Si rese conto di essere in una gabbia. Una grossa gabbia di legno.
Le strisce buie che gli oscuravano la vista erano, in realt, sbarre.
A indignarlo pi di ogni altra cosa fu la familiarit con quella situazione: ricordava di essere gi
stato intrappolato a quel modo. Pi di una volta, per giunta!
Shadowhunters, vampiri e adesso fate, tutti desiderosi di sbattermi dentro sbott ad alta voce.
Perch, mi domando, tanta voglia di recuperare tutti quei ricordi? Perch ci vado sempre di mezzo?
Perch sono sempre io il cretino che finisce in gabbia?
Il suono della sua voce gli rimbomb nel cranio, scatenando fitte di mal di testa.
Ora sei nella mia gabbia lo inform una voce.
Simon scatt subito a sedere, anche se quel gesto gli fece pulsare con violenza le tempie e
trasform il Regno delle Fate in una giostra ubriaca. Riconobbe, dall'altra parte delle sbarre, la stessa
figura incappucciata e avvolta da un mantello che George aveva disperatamente tentato di catturare
nella brughiera. Deglut. Il viso della fata non si vedeva.
Si alz un turbine d'aria, come un'ombra che oscur di colpo il sole. Una seconda fata piomb
gi dal cielo azzurro cristallino, e il fogliame della foresta crepit sotto i suoi piedi nudi. La luce del
sole accese di riflessi luminosi i capelli biondi, e un lungo coltello brill nella mano.
La prima fata, quella con il mantello, abbass il cappuccio e chin la testa in segno di
deferenza.
Simon vide che aveva grandi orecchie viola, come due melanzane ai lati del viso, e ciocche di
lunghi capelli bianchi che si arricciavano sopra di esse come nuvole.
Che cos' successo? E perch i vostri giochi interferiscono con il lavoro dei vostri superiori,
Hefeydd? Un cavallo proveniente dal mondo dei mondani  corso sul sentiero della Caccia Selvaggia
disse la nuova fata. Mi auguro che quel destriero non avesse un particolare valore affettivo, perch ora
 preda dei cani.
A Simon si spezz il cuore per il povero cavallo. Si chiese se anche lui sarebbe stato dato in
pasto a quelle belve...
Mi spiace molto aver disturbato la Caccia Selvaggia disse la fata con il mantello, chinando
ancora pi profondamente la chioma bianca.
 giusto che ti spiaccia rispose il membro della Caccia Selvaggia.
Chi incrocia la strada della Caccia se ne pente sempre.
Questo  uno Shadowhunter continu l'altro, nervoso. O per lo meno uno dei ragazzini che
sperano di diventarlo. Mi stavano aspettando nel mondo mortale, e questo mi ha inseguito addirittura
nel nostro regno, quindi mi spetta di diritto come preda. Non era mia intenzione disturbare la Caccia
Selvaggia, sono innocente!
Simon trov quella versione dei fatti a dir poco inaccurata e offensiva.
 andata davvero cos? E va bene, sono di buonumore tagli corto la fata della Caccia
Selvaggia.
Porgimi le tue scuse e fammi parlare con il prigioniero. Come sai, ho un certo interesse nei
confronti degli Shadowhunters. Se lo farai, eviter di tornare dal mio signore Gwyn con la tua lingua.
Mai fu trovato accordo pi giusto rispose subito la fata con il mantello, affrettandosi a correre
via come se temesse che l'altro potesse cambiare idea.
Quanto a Simon, sentiva di essere passato dalla padella nella brace, per quanto fatata.
Aveva l'impressione di trovarsi davanti a un ragazzo sui sedici anni, non molto pi grande di
Marisol e pi giovane di lui, per sapeva che l'aspetto delle fate non era un indizio attendibile della
loro et. Aveva gli occhi di colore diverso: uno ambra, come le perle che si trovano a volte racchiuse
nel cuore degli alberi, e uno azzurro intenso come il mare dove l'acqua  bassa e attraversata dalla luce.
Lo stridente contrasto di quegli occhi e la luce del Regno delle Fate, filtrata di verde dalle foglie che
sussurravano maliziose e tinta di oro falso, conferiva un aspetto sinistro al suo viso affilato e striato di
sporco.
Sembrava una minaccia. E si stava avvicinando.
Cosa vuole da me una fata della Caccia Selvaggia? gracchi Simon.
Io non sono una fata rispose il ragazzo con lo sguardo inquietante, le orecchie a punta e
qualche foglia tra i capelli arruffati. Io sono Mark Blackthorn, dell'istituto di Los Angeles. Possono
dirmi o farmi quello che vogliono, ma io ricordo ancora chi sono. Io sono Mark Blackthorn.
Guard Simon con una rabbia selvaggia dipinta sul viso magro e richiuse le dita sottili intorno
alle sbarre della gabbia.
Sei qui per salvarmi? chiese.
Gli Shadowhunters sono finalmente venuti a prendermi?
Oh no. Quello era il fratello di Helen Blackthorn. Quello che aveva met sangue di fata come
lei, quello che aveva ritenuto morta la sua famiglia, che era stato preso dalla Caccia Selvaggia e non
aveva pi fatto ritorno.
Che situazione imbarazzante...
Anzi no, peggio: terrificante.
No ammise Simon, perch la speranza gli sembrava il colpo pi duro che avrebbe potuto
infliggere a quel ragazzo.  proprio come ha detto l'altra fata. Sono venuto qui per sbaglio e mi hanno
catturato. Sono Simon Lewis. Io... conosco il tuo nome, so che cosa ti  successo. Mi dispiace.
Sai quando gli Shadowhunters verranno a prendermi? chiese l'altro, con una fiducia nella
voce che gli spezz il cuore. Ho mandato un messaggio, durante la guerra. Capisco che la Pace Fredda
debba aver reso difficili i rapporti con le fate, ma loro sapranno che sono rimasto fedele e potrei
rivelarmi utile. Dovranno pur venire, ma nel frattempo sono passate... Sono passate settimane e
settimane. Allora dimmi, quando verranno?
Simon fiss Mark, con la bocca asciutta.
Non erano passate settimane su settimane da quando gli Shadowhunters lo avevano
abbandonato. Era passato oltre un anno.
Non verranno sussurr. Io non c'ero, ma i miei amici s. Mi hanno raccontato quello che 
successo. Il Conclave ha votato. Gli Shadowhunters non ti rivogliono.
Oh. Mark emise quell'unico suono, familiare alle orecchie di Simon. Era il suono di uno che
sta per morire.
Il ragazzo gli diede le spalle, la schiena arcuata in uno spasmo di dolore quasi fisico.
Simon riconobbe, sulle sue braccia magre e spoglie, le cicatrici lasciate da una frusta. Bench
non potesse vedergli il viso, not che l'altro se lo copriva per un istante, come se non riuscisse
nemmeno a sopportare di posare lo sguardo sul Regno Fatato.
Poi Mark si volt e gli chiese, all'improvviso: E i bambini?
Come, scusa? fece Simon, confuso.
Helen, Julian, Livia, Tiberius, Drusilla, Octavian. Ed Emma. Vedi? Non ho dimenticato. Tutte
le notti, a prescindere da cosa sia successo durante il giorno, dal fatto che io sia a pezzi, coperto di
sangue e cos esausto da preferire di essere morto, alzo lo sguardo al cielo e do a ogni stella il nome di
un fratello o il volto di una sorella. Non dormir finch non avr ricordato tutti. Le stelle dovranno
esaurirsi, prima che io possa dimenticare.
La famiglia di Mark, i Blackthorn. Erano tutti pi piccoli di lui, tranne Helen; quello Simon lo
sapeva. E con loro, all'Istituto di Los Angeles, viveva Emma Carstairs, la ragazzina bionda, rimasta
orfana in guerra, che scriveva spesso a Clary.
Simon avrebbe voluto conoscere meglio la loro storia. Clary gli aveva parlato di Emma. E
quell'estate Magnus aveva discusso con fervore, in diverse occasioni, della Pace Fredda, usando la
famiglia Blackthorn come esempio degli orrori che la decisione del Conclave di punire le fate aveva
inflitto a chiunque condividesse il loro sangue. Simon aveva ascoltato lo stregone e provato dispiacere
per i Blackthorn, ma in fondo li aveva semplicemente considerati solo l'ennesima tragedia di guerra:
qualcosa di spaventoso ma distante, quindi facile da dimenticare, in fin dei conti. Sentiva di avere lui
stesso talmente tanto da ricordare... Era voluto entrare in Accademia per diventare uno Shadowhunter,
sapere di pi sulla propria vita e recuperare tutto ci che aveva perso, diventare una persona pi forte,
migliore.
Se non fosse che non si diventava pi forti e migliori pensando soltanto a se stessi.
Non sapeva cosa stessero facendo a Mark nel Regno Fatato per fargli dimenticare la sua
famiglia.
Helen sta bene gli disse, imbarazzato. L'ho vista di recente.  venuta a tenere una lezione in
Accademia. Mi spiace tanto. Poco tempo fa un demone mi ha portato via... un sacco di ricordi. So cosa
significa non ricordare.
Fortunati coloro che conoscono il nome del proprio cuore. Sono coloro il cui cuore non si
perde mai veramente.
Possono sempre richiamarlo e farlo tornare a casa disse Mark, con un'intonazione che
ricordava quasi un canto. Tu ricordi il nome del tuo cuore, Simon Lewis?
Credo di s rispose lui in un sussurro.
Come stanno? chiese Mark con voce profonda, esausta. Sembrava sfinito.
Helen si sposa prov a dire Simon. Sent che era l'unica cosa bella che avesse da offrire a
quel ragazzo. Con Aline Penhallow. Penso che... S, penso che si amino molto.
Fu sul punto di dire che era invitato alla cerimonia, ma gli sembr crudele. Mark non sarebbe
potuto andare al matrimonio di sua sorella. Non era stato invitato. Non ne era nemmeno informato.
Mark non sembrava n arrabbiato n ferito. Sorrise con tenerezza, come un bimbo a cui veniva
raccontata una fiaba della buonanotte, e appoggi il viso contro le sbarre della gabbia di Simon.
Dolce Helen... disse. Mio padre ci raccontava delle storie su Elena di Troia. Era nata da un
uovo, ed era la donna pi bella del mondo. Nascere da un uovo  molto insolito per un essere umano.
L'ho sentito dire comment Simon.
Fu molto sfortunata in amore prosegu Mark. La bellezza sa essere anche cos. Della
bellezza non ci si pu fidare, ti pu scivolare fra le dita come acqua e bruciarti la lingua come veleno.
Pu essere il muro di luce che ti separa da tutti quelli a cui vuoi bene.
Umm... fece Simon.
Assolutamente.
Sono contento che la mia splendida Helen sar pi felice della splendida Elena disse Mark.
Sono contento che ricever bellezza in cambio di bellezza, amore in cambio d'amore, e non
una moneta falsa. Dille che suo fratello Mark le manda i suoi auguri.
Se riuscir a esserci, lo far.
E poi Aline potr aiutarla anche con i bambini prosegu Mark.
Prestava poca attenzione a Simon. Aveva ancora sul viso quell'espressione immobile, distante,
come se stesse ascoltando una storia o rievocando un ricordo.
Simon temeva che per quel ragazzo storie e ricordi stessero diventando quasi la stessa cosa:
agognati, bellissimi, irreali.
Ty necessita di qualche attenzione in pi prosegu Mark.
Ricordo i miei genitori che ne parlavano.
La bocca gli si contrasse. Voglio dire, mio padre e la donna che ogni sera mi cantava una
canzone per farmi addormentare nonostante non fossi del suo sangue, la Shadowhunter che non sono
pi autorizzato a chiamare mia madre. Le canzoni non sono sangue. Il sangue  tutto ci che conta
sia per gli Shadowhunters sia per le fate. Le canzoni contano soltanto per me.
Il sangue  tutto ci che conta per gli Shadowhunters.
Simon non riusciva a ricordare il contesto, per aveva ben presente il ritornello costante di
coloro a cui adesso voleva bene, ma che allora non sopportava. Mondano, mondano, mondano. E poi:
vampiro. Nascosto.
Ricord che la prima prigione dentro cui fosse mai stato rinchiuso era una prigione
Shadowhunter.
Avrebbe voluto poter rispondere a Mark Blackthorn che tutto ci che aveva detto era sbagliato.
Mi spiace molto concluse invece.
Gli spiaceva di non aver ascoltato, e gli spiaceva di non essersi interessato di pi. Pensava di
essere la voce della ragione in Accademia, e non si era reso conto di quanto fosse diventato
compiacente, di quanto fosse ormai facile ascoltare gli amici deridere gente che, dopotutto, non era pi
come lui, senza intervenire in alcun modo.
Avrebbe voluto saper dire almeno una di quelle cose a Mark Blackthorn, ma dubitava che a lui
potesse importare.
Se ti spiace, dillo fece Mark.
Come sta Ty? Lui non ha niente che non vada, ma  diverso, e il Conclave detesta tutto ci che
 diverso. Cercheranno di punirlo per il fatto di essere com'. Punirebbero una stella perch splende,
quelli.
Una volta c'era mio padre tra lui e il nostro mondo crudele, ma ora non c' pi e non ci sono
nemmeno io.
Tanto varrebbe essere morto, per l'aiuto che posso dare ai miei fratelli e alle mie sorelle...
Livvy camminerebbe su carboni ardenti e serpenti sibilanti per Ty, ma  ancora piccola. Non pu fare
ed essere tutto per lui. Helen ha difficolt con Tiberius? Lui  felice?
Non lo so rispose Simon, impotente. Credo di s.
Sapeva soltanto che di piccoli Blackthorn ce n'era un nugolo: vittime di guerra senza volto e
senza nome.
E poi c' Tavvy disse Mark.
Pi parlava e pi il tono della sua voce si rinsaldava. Per i suoi fratelli e le sue sorelle usava
soprannomi al posto dei nomi che aveva fatto tanta fatica a tenere a mente. Simon pens che
probabilmente a Mark non era concesso nemmeno parlare della sua vita mortale o della sua famiglia
Nephilim. Non voleva pensare a cosa avrebbe potuto fargli la Caccia Selvaggia, se solo si fosse
azzardato.
 cos piccolo prosegu. Non si ricorder del pap o della ma... di sua madre. Lui  il
piccino di casa. Me l'hanno lasciato tenere in braccio, il giorno in cui  nato, e la sua testa mi stava
tutta nel palmo della mano. Mi sembra ancora di sentire il suo peso, anche quando non mi viene in
mente il suo nome. L'ho tenuto e sapevo di dovergli tenere dritta la testa: ero io a doverlo sorreggere e
proteggere. Per sempre. Oh, ma per sempre dura cos poco, nel mondo mortale. Neanche lui si
ricorder di me. Forse anche Drusilla mi dimenticher. Mark scosse il capo.
Io non penso, per. Dru impara tutto a memoria, e ha il cuore pi grande di tutti noi. Spero che
i ricordi che ha di me siano sempre belli.
Clary doveva aver detto a Simon i nomi di ogni giovane Blackthorn, accennando cosa stesse
facendo ognuno di loro. Doveva aver lasciato trapelare qualche informazione qui e l, che Simon aveva
scartato come inutile e che per Mark sarebbe stata invece pi preziosa di un tesoro.
Lo guard, sentendosi impotente.
Dimmi solamente se Aline sta aiutando con i pi piccoli fece Mark, con voce pi tagliente.
Helen non pu fare tutto da sola, e Julian non  in grado di aiutarla!
Poi riprese, in tono pi dolce:
Julian... Jules. Il mio artista, il mio sognatore. Sollevalo alla luce e lui briller di mille colori
diversi. Le uniche cose che gli interessano sono la sua arte e la sua Emma.
Cercher di aiutare Helen, ovviamente, ma  ancora cos piccolo... Sono talmente piccoli e
vulnerabili. So cosa sto dicendo, Shadowhunter. Nella terra sotto la collina andiamo a caccia dei teneri
e dei cuori nuovi. Con noi non invecchiano mai. Non ne hanno mai la possibilit.
Oh, Mark Blackthorn, che cosa ti stanno facendo...? sussurr Simon.
Non riusc a nascondere la compassione che provava, e vide Mark restarne ferito: alle guance
scarne affior un lento rossore, e il mento si sollev per tenere la testa alta.
Niente che non possa sopportare dichiar.
Simon rimase in silenzio. Lui non ricordava tutto, ma era consapevole di quanto fosse stato
cambiato. Le persone potevano sopportare tanto, certo, ma quanto della tua vera identit ti restava se il
mondo ti aveva trasformato del tutto?
Mi ricordo di te gli disse a un tratto Mark. Ci siamo incontrati mentre eri sulla strada per
l'Inferno. Non eri umano, allora.
Infatti ammise l'altro, a disagio. Ma non ricordo molto di quel periodo.
C'era un ragazzo, insieme a te continu Mark. Capelli come un'aureola d'oro e occhi come
fuoco infernale, un Nephilim tra i Nephilim. Avevo sentito delle storie su di lui. Io... lo ammiravo.
Mi ha messo in mano una stregaluce, e... ha significato molto per me. Allora.
Simon non riusciva a ricordare, ma sapeva di chi stesse parlando.
Jace.
Mark annu, quasi assente. Ha detto: Fai vedere a quelli di che pasta  fatto uno
Shadowhunter, fai vedere che non hai paura. Mi dissi che l'avrei fatto, sia con il Popolo delle Fate sia
con gli Shadowhunters. Non potevo non fare ci che mi chiedeva. Avevo paura, ma non mi sono
lasciato fermare. Ho mandato un messaggio agli Shadowhunters comunicando che il Popolo delle Fate
li tradiva e si era alleato con il nemico. Mi sono assicurato che fossero informati e potessero proteggere
la Citt di Vetro. Li ho allertati, e la Caccia Selvaggia avrebbe potuto uccidermi per una cosa del
genere, ma ho pensato che se fossi morto avrei almeno avuto la certezza che i miei fratelli e le mie
sorelle si sarebbero salvati, e tutti avrebbero saputo che ero un autentico Shadowhunter.
E ci sei riuscito disse Simon.
Il messaggio  arrivato. Idris  stata protetta, i tuoi fratelli e le tue sorelle si sono salvati.
Che bell'eroe... mormor Mark. Ho dimostrato la mia lealt. E gli Shadowhunters mi hanno
lasciato qui a marcire.
Il viso gli si contrasse. Nel cuore di Simon paura e compassione erano tutt'uno.
Mi sono sforzato di essere sempre uno Shadowhunter, anche nei recessi del Regno Fatato, e
cosa ci ho guadagnato? Fai vedere a quelli di che pasta  fatto uno Shadowhunter! Di che pasta sono
fatti, se poi abbandonano i compagni, se gettano il cuore di un bambino come spazzatura sul ciglio di
una strada? Dimmelo, Simon Lewis. Se  cos che sono gli Shadowhunters, perch vuoi essere uno di
loro?
Perch non sono tutti cos fu la risposta.
E di che pasta sono fatte le fate, allora? Gli Shadowhunters sostengono che sono tutte perfide,
in pratica poco pi che demoni mandati sulla terra a fare dispetti a dir poco malvagi. Mark sorrise, e in
quel sorriso brill una luce selvatica e sovrannaturale, come un raggio di sole che filtra attraverso una
ragnatela. E a noi i dispetti piacciono tanto, Simon Lewis, e pure la malvagit, qualche volta. Ma non
ci sono solo perfidia e cattiveria. Cavalcare il vento, correre sulle onde e danzare oltre le montagne 
bellissimo ed  tutto ci che mi resta. Almeno la Caccia Selvaggia mi vuole. Forse dovrei far vedere
agli Shadowhunters di che pasta sono fatte le fate.
Forse da entrambe le parti non c' solo il peggio del peggio.
Mark sorrise, un sorriso appena accennato, e tremendo. Ma dov' finito il meglio? Cerco di
ricordarmi le storie di mio padre, quelle su Jonathan Shadowhunter, su tutti gli splendidi eroi che hanno
fatto da scudo all'umanit. Ma mio padre  morto. La sua voce si dissolve nel vento del nord, e la
Legge che per lui era sacra  la scritta di un bambino nella sabbia. Noi ridiamo e puntiamo il dito, al
pensiero che qualcuno possa essere stato cos sciocco da pensare che sarebbe durata. Tutto ci che 
buono, e vero, va perduto.
Simon non aveva mai pensato che potesse esserci qualcosa di positivo nella sua amnesia. Ma in
quel momento si rese conto di aver ricevuto un piccolo, fortuito gesto di misericordia. Tutti i ricordi gli
erano stati strappati via in un colpo solo.
Quelli di Mark, invece, venivano lacerati e consumati a poco a poco, scivolavano via uno dopo
l'altro, nel freddo buio sotto la collina dove niente di prezioso poteva durare.
Vorrei poter ricordare il nostro primo incontro disse Simon.
Allora non eri umano ribatt Mark con asprezza. Adesso lo sei, per. E sembri pi
Shadowhunter di me.
Simon apr la bocca per rispondere, ma scopr di aver perso le parole. Non sapeva cosa dire: era
vero, come erano vere tutte le altre cose di cui Mark aveva parlato. La prima volta che l'aveva visto, si
era detto: Questo  uno del Popolo Fatato, e si era istintivamente sentito a disagio. L'Accademia
degli Shadowhunters doveva averlo cambiato pi di quanto pensasse.
E l'ambiente in cui Mark viveva aveva cambiato anche lui, quasi irrimediabilmente. Aveva
qualcosa di sinistro che andava oltre le ossa sottili e le orecchie delicatamente appuntite delle fate.
Erano caratteristiche che possedeva anche Helen, ma lei ormai si muoveva come una guerriera,
stava sempre a testa alta come una Shadowhunter, parlava come i membri del Conclave e dell'Istituto.
Mark parlava come una poesia e camminava come una danza: se anche fosse riuscito a tornare, sarebbe
mai stato in grado di adattarsi al mondo degli Shadowhunters? Simon non ne era certo.
Si chiese se Mark avesse dimenticato come si mente.
Chi sono io secondo te, apprendista Shadowhunter? Cosa pensi che debba fare?
Devi far vedere a loro di che pasta  fatto Mark Blackthorn rispose Simon. A tutti loro.
A Helen, Julian, Livia, Tiberius, Drusilla, Octavian. E a Emma sussurr Mark con voce
profonda e riverente, di quelle che ricordarono a Simon la sinagoga, le voci delle madri che chiamano i
figli, tutte le volte e tutti i posti in cui aveva sentito persone chiamare ci che consideravano pi sacro.
I miei fratelli e sorelle sono Shadowhunters, e nel loro nome io ti aiuter. Si gir e grid:
Hefeydd!.
Hefeydd dalle orecchie porpora si mosse furtiva da dietro agli alberi e ricomparve alla vista.
Questo Shadowhunter  mio parente gli disse Mark, con una certa difficolt. Osi insistere di
avere un diritto su un parente della Caccia Selvaggia?
Era assurdo: Simon non era nemmeno un vero Shadowhunter, ancora. Hefeydd non gli avrebbe
mai creduto. Per... Per lui era Mark. Nell'aspetto, un membro del Popolo Fatato in tutto e per tutto,
nonch un membro per molti versi temibile. Neppure Simon sapeva se fosse in grado di mentire.
Ovviamente non insister disse Hefeydd, inchinandosi. ...
Simon guardava in alto. Fino a quel momento non si era accorto di farlo, non si era accorto che
stava scrutando il cielo da quando qualcuno aveva iniziato a piovere dall'alto.
Ora riusciva a vedere pi chiaramente: non si trattava di qualcuno che pioveva dal cielo, ma di
un cavallo selvaggio che puntava a terra e faceva scendere il proprio cavaliere. Era un animale bianco
come una nuvola o una nebbia a cui fosse stata impressa una forma fiera e lucente, e anche il cavaliere
che precipitava verso terra era candido. Aveva i capelli color cobalto, il blu scuro della notte prima che
diventi nera; gli occhi, scintillanti, erano uno nero e uno argenteo.
Il principe sussurr Hefeydd.
Mark della Caccia disse il nuovo arrivato. Gwyn ti ha mandato a scoprire come mai le
nostre operazioni siano state disturbate. Non ha suggerito di rallentarle indugiando per un anno e un
giorno. Stai scappando, forse?
Il tono della domanda tradiva una certa emozione, bench Simon non fosse in grado di dire se si
trattasse di diffidenza o altro. Per capiva che era pi seria, forse, di quanto chi l'aveva posta non
avesse inteso.
Mark indic se stesso. No, Kieran. Come puoi vedere. Hefeydd si  preso uno Shadowhunter,
e io ero un po' curioso.
Perch? fece l'altro.
I Nephilim sono alle tue spalle, e guardare alle spalle non provoca altro che incantesimi
spezzati e dolore inutile. Guarda avanti, verso il vento selvaggio e verso la Caccia.
E verso la mia schiena, perch  probabile che sar davanti a te durante ogni spedizione.
Mark sorrise, nel modo in cui si sorride a un amico con cui si  soliti scherzare. Ricordo molte
Cacce in cui non  andata cos. Per vedo che speri di avere maggiore fortuna in futuro, mentre io mi
baso sulle capacit comprovate!
Kieran rise. Simon prov un moto di speranza: se quel cavaliere del Popolo Fatato era amico di
Mark, allora la missione di recupero era ancora in corso.
Senza rendersene conto si era avvicinato al ragazzo, che teneva una mano chiusa attorno alle
sbarre della sua gabbia. Lo sguardo di Kieran venne attratto da quel movimento e, per un istante,
fulmin Simon con due occhi improvvisamente gelidi: neri come quelli di un pescecane, taglienti come
una scheggia di specchio.
Simon cap, con certezza assoluta ma senza la minima idea del motivo, che a Kieran gli
Shadowhunters non piacevano e che, per quanto lo riguardava, non gli stava augurando niente di
buono.
Lascia a Hefeydd il suo giocattolo disse Kieran. Vieni via.
Mi ha raccontato cose interessanti lo inform l'altro, con voce nervosa. Ha detto che il
Conclave ha votato contro le ricerche per il mio ritrovamento. La mia gente, la gente in mezzo alla
quale sono stato cresciuto, dalla quale ho imparato e di cui mi fidavo ha deciso che fosse giusto
lasciarmi qui. Riesci a crederci?
E tu te ne stupisci? A quelli della sua specie la crudelt  sempre piaciuta tanto quanto la
giustizia. La sua specie non ha pi niente a che fare con te rispose Kieran, con voce carezzevole e
persuasiva, posando una mano sul collo di Mark. Tu sei Mark della Caccia Selvaggia. Cavalchi l'aria,
cento vertiginose miglia sopra tutti loro. Non ti faranno pi male, a meno che tu non glielo consenta. E
non devi farlo. Andiamocene.
Mark esit, e Simon si ritrov a dubitare. Kieran aveva ragione, dopotutto. Mark Blackthorn
non doveva nulla agli Shadowhunters.
Mark disse a un tratto Kieran, una vena d'acciaio nella voce. Sai che nella Caccia c' chi
sarebbe pronto a sfruttare qualsiasi pretesto pur di punirti.
Simon non avrebbe saputo stabilire se quelle parole fossero un avvertimento o una minaccia.
Il viso di Mark, cupo come una nube di temporale, fu attraversato da un sorriso. Lo so meglio
di te, ma ti ringrazio per l'interessamento. Verr con te e spiegher tutto a Gwyn. Si volt a guardare
Simon, gli occhi bicolore indecifrabili, vetro di mare e bronzo. Torner. Non fargli del male ordin a
Hefeydd. Dagli dell'acqua.
Fece prima un cenno a Hefeydd, conferendo al gesto una certa enfasi, poi uno a Simon, che
ricambi allo stesso modo.
Kieran, che Hefeydd aveva chiamato principe, tenne la presa su Mark e lo fece girare dalla parte
opposta rispetto a Simon. Gli sussurr qualcosa che quest'ultimo non riusc a sentire, cos come non
riusc a capire se la forte presa sulla mano di Kieran fosse affetto, ansia o desiderio di possesso.
Simon non aveva dubbi che, se Kieran l'avesse avuta vinta, Mark non sarebbe tornato.
Il ragazzo fischi, e l'altro cavaliere della Caccia Selvaggia emise lo stesso suono. Sulle ali del
vento, come un'ombra e una nuvola, giunsero un cavallo scuro e uno chiaro che planarono verso il
basso per accogliere i loro cavalieri.
Mark spicc il volo e spar in una scintilla di oscurit, lanciando un grido di gioia e di sfida.
Hefeydd soffoc una risata il cui suono gutturale parve insinuarsi fin sotto terra.
Oh, ma ti dar dell'acqua con molto piacere disse tornando poi con una tazza di corteccia,
riempita fino all'orlo di un'acqua che sembrava irradiare luce.
Simon allung la mano tra le sbarre e accett l'offerta, ma prese male la tazza e rovesci met
del liquido. Hefeydd imprec e afferr la tazza, portandola lui stesso alle labbra del prigioniero e
rivolgendogli un sorriso minacciosamente incoraggiante.
Ne  rimasta ancora un po' sussurr. Puoi berla. Bevi.
Peccato che Simon fosse stato addestrato in Accademia. Non aveva intenzione di assumere n
cibo n bevande delle fate, ed era certissimo che nemmeno Mark lo volesse: con quel cenno gli aveva
indicato la chiave che pendeva da una delle lunghe maniche del mantello di Hefeydd.
Finse soltanto di bere, mentre l'altro sorrideva. Fece scivolare la chiave sotto la tenuta da
combattimento e, quando Hefeydd se ne and, si mise a contare i minuti finch non ritenne di avere via
libera. Infil una mano tra le sbarre, poi la chiave nella serratura e infine apr lentamente la porta della
gabbia.
In quell'istante ud un rumore.
Alz lo sguardo e rimase di sasso.
Perch da dietro i verdi alberi mormoranti, con indosso una giacca di velluto rosso e un vestito
lungo di pizzo nero che si trasformava in ragnatele trasparenti sulle ginocchia, stivali invernali ai piedi
e mani protette da un paio di guanti rossi che forse Simon ricordava... spunt Isabelle Lightwood: la
grazia di una gazzella, la determinazione di una tigre.
Simon! esclam. Cosa pensi di fare?
Simon se la bevve con gli occhi, e fu meglio di qualsiasi acqua di qualsiasi regno. Era venuta
per lui.
Gli altri dovevano essere tornati di corsa in Accademia dicendo di averlo visto svanire nel
Regno delle Fate, e Isabelle si era spinta fin l per ritrovarlo. Prima su tutti, quando in teoria avrebbe
dovuto prepararsi per partecipare a un matrimonio. Ma lei era Isabelle, e ci significava essere sempre
pronta a lottare e a difendere.
Simon ricord di essersi sentito combattuto quando lei, l'anno prima, l'aveva salvato da un
vampiro. In quel momento non riusciva proprio a rammentarne il motivo.
Ora la conosceva meglio, pens.
La conosceva di nuovo, e sapeva perch lei sarebbe sempre arrivata.
Be', ecco... scappare dalla mia terribile prigionia, per esempio? rispose. Poi indietreggi di
un passo, incontr lo sguardo di lei e le sorrise. Per, sai com'... se tu non vuoi posso farne a meno.
Gli occhi di Izzy, fino a un secondo prima duri di preoccupazione e fermezza, all'improvviso
luccicarono come ambra nera.
Cosa stai dicendo, Simon?
Lui allarg i palmi. Sto solo dicendo che, se sei venuta fin qui per salvarmi, non voglio
sembrarti irriconoscente.
Ah, no?
No, io sono di quelli che sanno esprimere gratitudine dichiar lui, determinato. Quindi
eccomi qui, ad attendere umilmente di essere salvato. Perch spero che sia ci che hai intenzione di
fare.
Penso che forse potresti convincermi. Con un piccolo incentivo, ovvio.
Oh, per piacere... Ho languito in prigione, pregando che qualcuno di forte, coraggioso e
mozzafiato piombasse qui a salvarmi. Adesso salvami!
Forte, coraggioso e pure mozzafiato! Ti accontenti sempre di poco, Lewis.
 ci di cui ho bisogno rispose Simon, sempre pi convinto. Mi serve un'eroina,
possibilmente da urlo.
E l'aspetto di Isabelle era veramente da urlo.
Sembrava un'attrice, con il lucidalabbra che scintillava come un firmamento stellato e una
colonna sonora ad accompagnare ogni movimento della splendida chioma.
Apr la porta della gabbia ed entr da Simon, facendo scricchiolare i ramoscelli di legno sotto
gli stivali. Annull la distanza che li separava e gli fece scivolare le braccia attorno al collo. Simon le
prese il viso fra le mani, poi la baci sulle labbra. Sent la sensuale cedevolezza della sua bocca di
rubino, il suo corpo alto e forte che aderiva al suo come una ventosa. Il bacio di Isabelle fu come un
vino inebriante riservato a lui soltanto, come una sfida lanciata e una promessa mantenuta.
Riconobbe, curvo contro le proprie labbra, l'arco del suo sorriso.
Cielo, Lord Montgomery! mormor Izzy.  passato cos tanto tempo... Temevo che non vi
avrei pi rivisto.
Simon si pent di non avere avuto il coraggio di affrontare le docce, quel mattino.
Che importanza avevano i topi morti, di fronte al vero amore?
Nelle orecchie percep un improvviso afflusso di sangue e il rumore di uno scricchiolio
sommesso: la porta della gabbia che si richiudeva.
Simon e Isabelle si staccarono bruscamente. Lei sembrava pronta a compiere un balzo, simile a
una tigre coperta di pizzo. Hefeydd non parve particolarmente preoccupato.
Due Shadowhunters al prezzo di uno, e un nuovo uccello per la mia gabbia comment.
Molto grazioso, per giunta.
E pensi che la tua gabbia possa contenere questo uccello? ribatt Isabelle. Te lo sogni. Se
sono entrata, posso anche uscire.
Non senza lo stilo e tutti i tuoi arnesi ribatt Hefeydd. Buttali fuori, attraverso le sbarre,
altrimenti colpisco il tuo amato con una punta elfica e te lo vedi morire sotto gli occhi.
Isabelle guard Simon e, con il volto impassibile, inizi a spogliarsi delle armi per poi farle
passare attraverso le sbarre. A quel punto Simon  pure con una certa inquietudine  era consapevole
della collocazione di molte di esse, e not che Izzy aveva saltato di proposito il pugnale che teneva
nello stivale sinistro. Oh, e anche lo spadino a lama lunga nel fodero sulla schiena.
Eh s. Isabelle aveva addosso molte, molte lame.
Non passer troppo tempo prima che abbiate bisogno di acqua per sopravvivere,
bell'uccellino disse Hefeydd, minaccioso. Posso attendere.
Se ne and in un luccichio, e Isabelle si accasci sul pavimento della gabbia come una
marionetta a cui erano stati tagliati i fili.
Simon la guard spaventato.
Isabelle...
Mi sento cos umiliata disse lei, con il viso tra le mani. Non l'ho nemmeno sentito arrivare.
Ho disonorato il nome dei Lightwood. Disonorato gravemente. Che tremenda umiliazione!
Io sono davvero lusingato, se ti pu consolare.
Mi sono lasciata distrarre dalle effusioni di un ragazzo e sono stata imprigionata da un goblin
continu a lamentarsi la ragazza.
Tu non capisci! Tu non ti ricordi, ma prima di te io non sono mai stata cos. Nessun ragazzo ha
mai significato niente per me. Avevo un equilibrio e un autocontrollo perfetti. Ero assolutamente
determinata. Non mi prendevo stupide cotte, perch non sono mai stata stupida. Ero pura abilit
guerriera in gupire. Nessuno poteva mettere in difficolt il mio spietato sangue freddo nella caccia ai
demoni. Insomma, prima di conoscerti ero una tipa tosta! E ora invece dedico il mio tempo a inseguire
un ragazzo affetto da amnesia demoniaca e perdo la testa in territorio nemico! Da tosta a tonta...
Simon tese il braccio per prenderle una mano. Isabelle indugi un istante, ma poi lasci che lui
gliela staccasse dal viso e la intrecciasse alla propria. Possiamo essere due tonti insieme in una
gabbia.
Tu di sicuro lo fulmin lei.
Ricordati che sei ancora un mondano.
Come potrei dimenticarmene?
Non ti ha nemmeno sfiorato l'idea che potrei essere una fata nascosta da un potente
incantesimo mandata qui per ingannarti?
Tu ricordi il nome del tuo cuore?
No rispose lui. Sono tonto, ma non fino a quel punto. Non ricordo tutto del nostro passato,
per ricordo abbastanza. Ora che abbiamo un'altra possibilit, non ho imparato tutto di te, per ho
imparato abbastanza.
So riconoscerti, Isabelle.
Lei lo guard per un lungo istante, poi gli rivolse quel suo adorabile sorriso di sfida.
Siamo due tonti che andranno a un matrimonio disse. Spero avrai notato che gli ho lasciato
credere di essere entrata in gabbia da sola. Ovviamente, prima di metterci piede ho infilato la chiave in
un posto sicuro. La estrasse dalla scollatura e la sollev, facendola scintillare alla luce del Regno
Fatato. Sar anche tonta, ma non scema fino in fondo.
Balz in piedi, con la gonna che le ondeggiava attorno, e usc dalla gabbia seguita da Simon.
Recuper le armi e lo stilo, che erano rimasti a terra, e dopo aver rimesso tutto al proprio posto prese la
mano di lui.
Mancavano solo pochi passi alla foresta delle fate quando un'ombra scese dall'alto e and loro
incontro.
Isabelle allung subito la mano verso l'elsa di un pugnale, ma si trattava di Mark.
Non sei ancora scappato? chiese, preoccupato, a Simon. E ti sei fermato per farti
l'innamorata?
Isabelle rimase di sasso. A differenza di Simon, riconobbe Mark all'istante.
Mark Blackthorn? disse.
Isabelle Lightwood fece lui, imitando il tono di voce della ragazza.
Ci siamo incontrati poco fa intervenne Simon. Mi ha aiutato lui a prendere la chiave.
Di, su ribatt Mark, inclinando la testa di lato come avrebbe potuto fare un uccello.
Non  stato uno scambio impari. Tu mi hai fornito alcune informazioni molto interessanti sugli
Shadowhunters, e sulla grande lealt che hanno dimostrato verso uno dei loro.
La schiena di Isabelle si raddrizz come accadeva in ogni situazione di sfida, e i capelli corvini
svolazzarono come uno stendardo quando fece un passo verso Mark. Ti hanno fatto un torto
incredibile. Io so che sei un vero Shadowhunter.
Lui indietreggi. Davvero? disse, a bassa voce.
Per quel che vale la mia opinione, sappi che io non sono d'accordo con la decisione del
Conclave.
Quelli sono fatti cos, no? Cio, non ho niente contro Jia Penhallow, e non  che... che non mi
piaccia tuo padre disse con un certo imbarazzo Simon, al quale in realt Robert Lightwood non
piaceva affatto. Ma il Conclave... Dei coglioni, fondamentalmente. Dico bene? Di, lo sappiamo
tutti.
Isabelle fece oscillare il palmo teso come per dire: Pi o meno. Non hai tutti i torti, ma mi
rifiuto di ammetterlo ad alta voce.
Mark scoppi a ridere. Gi. In quell'istante sembr un po' pi in s, un po' pi umano, come
se la risata lo avesse in un certo senso riportato a terra. Nelle sue parole c'era un accento che a Simon
ricordava, pi che le fate, un normale ragazzo di Los Angeles.
Dei coglioni, fondamentalmente.
Si sent un fruscio tra gli alberi, una corrente alzarsi.
Simon credette di distinguere risate e voci che chiamavano, uno scalpiccio sopra le nuvole e le
correnti dell'aria, un latrato di cani. I rumori di una caccia, quella con la C maiuscola, la pi crudele di
quel mondo e di qualsiasi altro. Rumori ancora deboli, ma non abbastanza lontani, e in avvicinamento.
Vieni con noi! esclam Isabelle. Qualunque sia il prezzo da pagare, lo pagher.
Mark le lanci uno sguardo ammirato e sprezzante in egual misura. Scosse la testa bionda,
foglie tremolanti e luce che saettava tra i riccioli luminosi.
Secondo te cosa succederebbe, se lo facessi? Tornerei a casa... A casa, e la Caccia Selvaggia
mi seguirebbe anche l. Non pensi che abbia sognato di scappare almeno un migliaio di volte? E
ognuna di quelle volte ho visto il tenero Julian trafitto dalle lance dei cavalieri. La piccola Dru e
l'innocente Tavvy calpestati dagli zoccoli dei cavalli. Il mio Ty sbranato dai cani. Non posso
andarmene finch non ci sar un modo per tornare da loro senza condannarli... No, non vengo. Andate
voi, e in fretta.
Simon tir indietro Isabelle, verso gli alberi. Lei fece resistenza, con gli occhi ancora fissi su
Mark, ma poi lasci che lui la nascondesse dietro il fogliame, mentre i cavalli fatati giungevano come
furie al galoppo  fulmini tra gli alberi, ombre contro il sole.
Che guai hai combinato stavolta, Shadowhunter? chiese uno dei cavalieri, in sella a un roano,
ridendo sul destriero scalpitante. Cos' questa storia di altri della tua specie?
Nessuna storia rispose Mark.
Altri cavalli si unirono al roano e i componenti della Caccia Selvaggia si moltiplicarono. Simon
riconobbe Kieran, presenza bianca e silenziosa. Il cavaliere sul roano lo fece girare verso il punto in cui
erano nascosti Isabelle e Simon, e questi vide le froge dell'animale fremere per fiutare l'aria come
quelle di un cane.
Il cavaliere punt un dito. E allora perch vedo due Shadowhunters nel nostro territorio e
quindi di nostra responsabilit? Dovrei forse domandare cosa stanno facendo?
Avanz, ma non fece molta strada. Indossava un mantello con ricami d'argento incantato che
riproducevano le costellazioni; si muovevano come se il tempo fosse accelerato e la rotazione dei
pianeti abbastanza veloce da essere visibile. Il cavallo si ferm di colpo e il cavaliere fu quasi
disarcionato: il bellissimo mantello era stato inchiodato a un albero da una freccia ben piazzata.
Mark abbass l'arco. Non vedo niente disse, pronunciando la bugia con una certa
soddisfazione.
E quel niente dovrebbe andarsene... adesso!
Ah, ragazzo, pagherai per questo sibil il cavaliere fatato.
Cavalli e cavalieri emisero grida stridule come quelle di un'orda di pterodattili, chiudendo il
ragazzo in un cerchio. Non importava. Mark Blackthorn, dell'Istituto di Los Angeles, non si tir
indietro.
Correte! url. Tornate a casa sani e salvi! Dite al Conclave che ho salvato altre vite
Shadowhunter, che sar uno Shadowhunter e, maledizione a loro, che sar una fata e li condanner! E
dite alla mia famiglia che voglio un bene infinito a ognuno di loro, e che non li dimenticher mai. E un
giorno finalmente torner a casa!
Simon e Isabelle si misero a correre.
George si butt su Simon nell'istante esatto in cui lui e Isabelle comparvero nel cortile
dell'Accademia, e lo strinse in un abbraccio poderoso. Beatriz gli corse incontro appena un secondo
dopo, e lo stesso fece Julie, con grande stupore di Simon. Per esprimere la propria gioia, entrambe gli
presero spietatamente a pugni le braccia.
Ahia! fece Simon.
Sei ancora vivo, come siamo contenti! esclam Beatriz, tirandogli un altro pugno.
Perch dovete farmi male con il vostro amore? Ahi...! Si liber dalla stretta degli amici,
commosso ma anche lievemente ammaccato, poi si gir in cerca di un altro volto familiare. Ed ebbe un
brivido di paura. Marisol sta bene?
Beatriz sbuff dal naso. Oh, sta pi che bene.  in infermeria con Jon, che non la molla un
secondo. Perch voi mondani non potete essere curati con le rune, e lei se ne sta approfittando alla
grande. Non saprei dire cosa spaventi di pi Jon, se il pensiero di quanto siano fragili i mondani o il
fatto che lei continui a minacciare di spiegargli il funzionamento di quei macchinari a raggi X.
Simon rimase particolarmente colpito dalla notizia che nemmeno una punta elfica fosse riuscita
a fermare Marisol e tutta la sua perfidia.
Pensavamo che fossi morto disse Julie. Il Popolo delle Fate farebbe di tutto pur di sfogare il
suo rancore verso gli Shadowhunters. Quelle brutte serpi infide... Avrebbero potuto farti qualsiasi
cosa.
E sarebbe stata colpa mia disse George, pallido. Stavi cercando di fermare me.
Sarebbe stata colpa delle fate lo corresse Julie. Ma tu sei stato avventato, Simon. Devi
ricordarti cosa sono quelli. Pi squali che umani.
George annuiva umilmente.
Beatriz aveva l'aria di essere pienamente d'accordo.
Sapete che c'? disse a un tratto Simon. Ne ho abbastanza.
Tutti lo guardarono allibiti.
Isabelle, invece, gli lanci uno sguardo e sorrise.
Simon pens di capire, finalmente, cos'era quel fuoco che bruciava dentro Magnus, quello che
lo faceva continuare a parlare quando il Conclave non voleva ascoltare.
So che siete tutti convinti che io voglia sempre criticare i Nephilim riprese. So che secondo
voi non nutro il dovuto rispetto per... le sacre tradizioni dell'Angelo, e per il fatto che siate pronti a
sacrificare ogni giorno la vostra vita per proteggere gli umani. So che pensate che per me questa cosa
non conti, invece conta eccome. Per non ho il privilegio di poter vedere le cose da un'unica
prospettiva. Quando critico gli Shadowhunters, ve ne accorgete tutti, ma nessuno di voi si controlla
quando parla dei Nascosti. Io ero uno di loro. Oggi sono stato salvato da un ragazzo che il Conclave ha
deciso di condannare in quanto Nascosto, anche se  stato coraggioso quanto qualsiasi Shadowhunter.
Anche se  stato leale. Vorreste farmi accettare il fatto che i Nephilim sono eccezionali e che in loro
non c' niente da cambiare, ma non  cos e io non intendo accettarlo. Sospir.
Aveva la sensazione che tutta la sicurezza di quel mattino gli fosse stata strappata via di colpo.
Ma forse era meglio cos. Forse stava iniziando a sentirsi troppo a suo agio. Non vorrei diventare uno
Shadowhunter, se pensassi di diventare uno Shadowhunter come i vostri padri o come i padri dei vostri
padri prima di loro. E nessuno di voi mi piacerebbe come mi piace, se pensassi che diventerete
Shadowhunters come tutti gli Shadowhunters prima di voi. Io voglio che diventiamo tutti migliori.
Ancora non ho capito come cambiare tutto, ma voglio che tutto cambi. E mi spiace che possa darvi
fastidio, ma vi informo che continuer a lamentarmi.
Pi tardi intervenne Isabelle.
Si lamenter pi tardi, perch adesso dobbiamo andare a un matrimonio.
Tutti i presenti erano esterrefatti: il loro commovente incontro dopo l'incidente si era
trasformato in un discorso sui diritti dei Nascosti.
Simon pens che ora Julie avrebbe potuto suonargliele in testa e in faccia, invece lei gli diede
una pacca sulla schiena.
D'accordo, ascolteremo i tuoi tediosi piagnistei pi tardi. Cerca di sintetizzare, comunque.
Se ne and insieme a Beatriz.
Simon la guard con gli occhi socchiusi, e si accorse che Isabelle stava facendo lo stesso, con
un'espressione vagamente insospettita.
Ebbe un attimo di smarrimento.
George si riferiva a Beatriz, quando aveva parlato di una ragazza a cui lui piaceva, giusto?
Di certo non a Julie. Non poteva essere lei.
No, assolutamente no. Simon era piuttosto certo di averla passata liscia con lei solo per lo
scampato pericolo nel Regno delle Fate.
George rimase. Mi spiace un casino, Sim. Ho perso la testa. Io... Ecco, forse non ero
esattamente pronto per guidare una squadra. Ma un giorno lo sar. Far quello che dici. Diventer uno
Shadowhunter migliore di qualunque Shadowhunter prima di noi. Non dovrai pi pagare per i miei
errori.
Tranquillo, George, va bene cos.
Nessuno era perfetto. Nessuno poteva esserlo.
Il viso solare di George sembrava adombrato da una nuvola, infelice come quasi mai accadeva.
Non fallir di nuovo.
Ti credo disse Simon, e gli sorrise, finch finalmente George contraccambi. Perch tra veri
amici ci si crede.
Una volta arrivato a Idris, Simon si trov catapultato in uno stato di caos prematrimoniale. Ed
era un caos molto diverso dal solito: c'erano, in effetti, molti fiori. Il ragazzo si era ritrovato in mano un
fascio di gigli e ora, in piedi, li sorreggeva senza muoversi per paura di farli cadere e rovinare la
cerimonia.
Giravano molti ospiti, ma c'era un unico gruppo formato solo da bambini e nessun adulto.
Simon tenne stretti i gigli e concentr l'attenzione sui giovani Blackthorn.
Se non avesse conosciuto Mark, era piuttosto sicuro che li avrebbe considerati una manciata di
ragazzini qualsiasi.
Adesso, invece, sapeva che erano la famiglia di una persona: il desiderio del cuore di una
persona.
Helen, Julian, Livia, Tiberius, Drusilla, Octavian. Ed Emma.
Helen gi la conosceva. Magra come un giunco, capelli biondo chiaro. Si trovava in una delle
tante stanze alle quali gli era proibito accedere, sottoposta a chiss quali misteriosi preparativi nuziali.
Julian era il secondo in ordine di et fra i presenti, il centro calmo di una vorticosa folla di
Blackthorn.
Teneva in braccio un bambino, un po' grandino per lui da sorreggere, che per gli stava
tenacemente aggrappato, come un polpo in un ambiente poco familiare. Il piccolo doveva essere
Tavvy.
Tutti i Blackthorn erano vestiti con eleganza per la cerimonia, ma gi un po' arruffati nei
dettagli, come solo i bambini riescono misteriosamente a essere. Chiss perch, si domand Simon.
Tutti, a parte Tavvy, erano un po' grandicelli per aver giocato sul pavimento.
Do una ripulita a Dru si offr Emma, alta per avere quasi quattordici anni e con una corona di
capelli biondi che, in mezzo alle chiome scure tipiche dei Blackthorn, la faceva risaltare come un
narciso tra le viole del pensiero.
No, non preoccuparti disse Julian. So che vuoi passare un po' di tempo con Clary. Sono
solo...
Fammi pensare... S, sono solo quindicimila anni che ne parli, all'incirca!
Emma gli diede uno spintone scherzoso. Era pi alta di Julian:
Simon ripens a quando, compiuti i tredici anni, anche lui si era reso conto di essere pi basso
di tutte le ragazze che conosceva.
Di tutte tranne una, ricord, mentre la vera immagine dei suoi tredici anni scivolava sopra
quella fasulla da cui la persona pi importante della sua vita era stata accidentalmente eliminata. Clary
era sempre stata minuta. Per quanto basso o goffo potesse essere lui all'epoca, aveva sempre
torreggiato sull'amica, sentendosi in diritto e in dovere di proteggerla.
Si chiese se Julian avrebbe preferito che Emma fosse pi bassa di lui. Per la verit, dallo
sguardo che aveva mentre la guardava, non c'era una sola cosa di lei che avrebbe voluto cambiare. La
sua arte e la sua Emma, aveva detto Mark, come fossero le due caratteristiche essenziali di Julian.
Il suo amore per la bellezza e il suo desiderio di crearla, pi la sua migliore amica in assoluto.
Sarebbero diventati parabatai, Simon ne era piuttosto certo. Bello.
Emma corse via in cerca di Clary, regalando a Julian un ultimo sorriso.
Mark per si era sbagliato.
Emma e l'arte non erano affatto gli unici pensieri che frullavano nella testa di Julian... Simon
rimase a guardarlo mentre teneva stretto Tavvy e si chinava su una ragazzina con il viso tondo
circondato da una massa di capelli castani, che rivolgeva al fratello uno sguardo implorante.
Ho perso la coroncina di fiori e non riesco pi a trovarla sussurr.
Julian le sorrise.  quello che succede quando si perdono le cose, Dru.
Ma se non avr la coroncina di fiori come Livvy, Helen penser che sono distratta, che non sto
attenta alle mie cose e che lei non mi piace come invece piace a Livvy. Perch lei ha ancora la
coroncina.
L'altra ragazza del gruppo, pi alta di Dru e in quella fase di goffaggine adolescenziale che le
rendeva braccia e gambe magre come stecchi e troppo lunghe rispetto al resto del corpo, aveva in effetti
una corona di fiori posata sui capelli castano chiaro. Stava vicina vicina a un ragazzo che, in mezzo a
quel caos di preparativi, si era messo le cuffie e teneva gli occhi grigio inverno fissi su chiss quale
visione distante e privata.
Livvy camminerebbe su carboni ardenti e serpenti sibilanti per Ty aveva detto Mark. Simon
ricord l'infinita tenerezza con cui Mark aveva detto: il mio Ty.
Helen ti conosce troppo bene per pensare una cosa del genere disse Julian.
S, ma... Drusilla gli tir la manica, lui si chin e lei gli sussurr, angosciata:  via da tanto
tempo. Forse non si ricorda... tutto di me.
Julian volt il viso dall'altra parte, perch nessuno dei fratelli potesse vedere la sua espressione.
Soltanto Simon colse il lampo di dolore, consapevole che non avrebbe dovuto. Sapeva che non
l'avrebbe notato, se non avesse incontrato Mark Blackthorn, se non fosse stato attento.
Dru, Helen ti conosce sin da quando sei nata. Quindi si ricorda tutto, s.
Ma cos, giusto per sicurezza ribatt Drusilla. Se ne andr via molto presto. E io voglio che
pensi che sono brava.
Sa che lo sei la rassicur Julian.
La migliore. Per troveremo la tua coroncina di fiori, ok?
I pi piccoli fra i ragazzi non conoscevano Helen bene come Julian, come un fratello che c'era
sempre.
Non potevano fare affidamento su una persona che viveva cos lontano.
Julian per loro era un padre, pens Simon con un improvviso senso d'angoscia. Non c'era
nessun altro.
E questo nonostante i Blackthorn avessero parenti disponibili a esserci, per loro, che lo
volevano disperatamente. Il Conclave aveva distrutto una famiglia, e Simon non sapeva quali sarebbero
state le conseguenze future n se e quando quelle ferite si sarebbero mai rimarginate.
Pens, di nuovo, come se ancora stesse parlando con i suoi amici in Accademia: Dobbiamo
essere migliori di tutto ci. Gli Shadowhunters devono essere migliori di tutto ci. Dobbiamo capire
che genere di Shadowhunters vogliamo essere, e dimostrarlo.
Forse Mark non aveva conosciuto Julian bene quanto pensava. O forse, non potendo fare altro,
il fratellino di Mark era cambiato in silenzio e profondamente.
Tutti dovevano cambiare. Ma Julian era cos giovane...
Ehi disse Simon. Posso darvi una mano?
I due fratelli non si somigliavano molto, ma Julian arross e sollev il mento proprio come
aveva fatto Mark: come se, indipendentemente da tutto, fosse troppo orgoglioso per ammettere che
soffriva.
No rispose rivolgendo a Simon un sorriso cordiale e luminoso, molto convincente. Tutto ok,
situazione sotto controllo.
E sembrava anche vero, finch il giovane Blackthorn non si allontan per rispuntare poco dopo
con un bambino in braccio, troppo grande per lui da trasportare, che a sua volta era tirato per la camicia
da un altro. Simon visualizz cosa pesasse su quelle giovani spalle.
Simon non capiva bene le tradizioni degli Shadowhunters.
Nella Legge c'erano numerose raccomandazioni su chi potevi o non potevi sposare: se sposavi
un mondano che poi non faceva l'Ascensione, ti venivano strappati i Marchi ed eri fuori
definitivamente.
Potevi sposare un Nascosto con una cerimonia mondana o con una cerimonia da Nascosti, e
allora non eri fuori, per tutti si sarebbero sentiti in imbarazzo, alcuni si sarebbero comportati come se
il tuo matrimonio non contasse e la tua prozia Nerinda, tremendamente conservatrice, avrebbe
cominciato a riferirsi a te come alla pecora nera di famiglia. Inoltre, con la Pace Fredda che funzionava
come funzionava, qualsiasi Shadowhunter deciso a sposare una fata non avrebbe avuto grande fortuna.
Ma Helen Blackthorn era una Shadowhunter, secondo la loro stessa Legge, a prescindere da
quanta gente potesse disprezzarla o trattarla con diffidenza per via del suo sangue di fata.
E gli Shadowhunters non avevano inserito nella loro preziosa Legge il divieto di sposare una
persona dello stesso sesso. Forse soltanto perch, all'epoca, a nessuno era venuta in mente una
possibilit del genere.
Cos Helen e Aline potevano sposarsi, con tutti i crismi di una cerimonia Shadowhunter, sotto
gli occhi delle rispettive famiglie e del loro mondo. Anche se subito dopo sarebbero state rimandate in
esilio, a quello, almeno, non avrebbero dovuto rinunciare.
Simon aveva saputo che a un matrimonio Shadowhunter ci si vestiva in color oro e ci si
tracciava reciprocamente rune nuziali sul cuore e sulle braccia. C'era inoltre la tradizione, da parte di
entrambe le famiglie, di offrire la sposa o lo sposo (o, in questo caso, la sposa e la sposa): i futuri
consorti dovevano scegliere la persona pi importante tra i loro invitati  a volte il padre, altre la
madre, un parabatai, un fratello, un amico speciale, un figlio o un anziano che rappresentavano l'intera
famiglia  e questa persona, detta suggenes, cedeva la sposa o lo sposo alla sua dolce met, la quale
veniva accolta nel nucleo famigliare dell'altra.
Nelle nozze Shadowhunter tutto ci non era sempre possibile, visto che a volte ogni singolo
membro della tua famiglia e ogni tuo amico erano stati divorati da qualche demone mostruoso.
Con gli Shadowhunters non si poteva mai sapere.
Simon per trovava fantastico che Jia Penhallow, Console e membro pi importante del
Conclave, facesse da suggenes per offrire la figlia Aline ai corrotti, scandalosi Blackthorn, accogliendo
Helen in seno alla propria prestigiosa famiglia.
Aline aveva avuto fegato a chiederglielo. E Jia aveva avuto fegato ad accettare. Ma in effetti,
pens Simon, il Conclave era gi riuscito a esiliare sua figlia: cos'altro avrebbero potuto farle?
Non poteva esserci schiaffo morale migliore di dimostrare che Helen, la ragazza con sangue di
fata che loro avevano disprezzato e cacciato valeva tanto quanto la figlia del Console.
Di che pasta sono fatti, se poi abbandonano i loro compagni, se gettano via il cuore di un
bambino come spazzatura sul ciglio di una strada?
Spettava a Julian offrire Helen.
In piedi nel suo abito intarsiato d'oro, teneva la sorella sottobraccio e aveva gli occhi che
brillavano come il mare sotto i raggi del sole, felice come un bambino. Come la persona pi spensierata
al mondo.
Helen e Aline indossavano lunghi abiti color oro, come il filo che splendeva come luce di stella
tra i capelli neri di Aline. Erano al culmine della gioia, e i loro volti erano ancora pi raggianti dei
vestiti. Erano al centro della cerimonia, come due soli gemelli, e per un momento fu come se tutto
ruotasse intorno a loro.
Tracciarono le rune nuziali l'una sul cuore dell'altra, con mano ferma. Quando Aline tir verso
di s la testa bionda di Helen per baciarla, un applauso riecheggi in tutta la sala.
Grazie per averci permesso di venire sussurr Helen, a cerimonia finita, abbracciando la
suocera.
Jia Penhallow prese la nuora fra le braccia e disse, con un tono di voce nettamente pi alto di un
sussurro: Mi dispiace dovervi rimandare via.
Simon non disse a Julian Blackthorn di aver incontrato Mark, cos come non aveva detto a
Mark che Helen non poteva prendersi cura dei piccoli Blackthorn. Gli sembrava un'inutile crudelt
aggiungere un fardello su spalle gi gravate quasi oltre il sopportabile.
Gli sembrava meglio mentire, visto che le fate non potevano farlo.
Ma quando and da Helen e Aline per congratularsi, si sporse per dare a Helen un bacio sulla
guancia, cos da poterle bisbigliare:
Tuo fratello Mark ti manda i suoi auguri.  molto felice della tua gioia di questo giorno.
Helen lo fiss, e le si riempirono gli occhi di lacrime. Il sorriso per divenne ancora pi
luminoso di prima.
Cambier tutto per gli Shadowhunters, pens Simon.
Cambier per tutti noi. Dev'essere cos.
Simon aveva ricevuto un permesso speciale per trascorrere la notte a Idris, cos non sarebbe
stato costretto ad abbandonare i festeggiamenti troppo presto.
Pi tardi avrebbero ballato, ma per il momento gli invitati si erano divisi in gruppetti a
chiacchierare.
Helen e Aline erano sedute sul pavimento, circondate dai Blackthorn, come due fiori dorati
spuntati da terra e sbocciati.
Tiberius stava descrivendo a Helen, con voce seria, come lui e Julian si fossero preparati per la
cerimonia.
Abbiamo preso in considerazione ogni potenziale scenario stava dicendo. Come se stessimo
ricostruendo una scena del delitto, ma al contrario. Cos adesso so esattamente cosa fare, qualunque
cosa accada.
Dev'essere stato un lavoraccio osserv Helen. Tiberius annu.
Grazie, Ty. Lo apprezzo molto.
Lui parve compiaciuto. Dru, con la sua coroncina di fiori in testa e un sorrisone stampato sulle
labbra, tir la gonna dorata di Helen per richiamare la sua attenzione. Simon pens che raramente gli
era capitato di vedere un gruppo di persone dall'aria cos felice.
Cerc di non pensare a cosa avrebbe dato Mark pur di essere l.
Ti va di fare una passeggiata gi al fiume con me e Izzy? gli chiese Clary, dandogli un
colpetto con il gomito.
Come? Niente Jace?!
Ah, lui lo vedo sempre rispose lei, con la disinvoltura tipica di un amore fidato e consolidato.
A differenza del mio migliore amico.
Jace, seduto a chiacchierare con Alec, quell'Alec che per l'ennesima volta non aveva rivolto
una parola a Simon, fece a quest'ultimo un gesto osceno vedendolo andare via con Isabelle appesa a un
braccio e Clary appesa all'altro. Ma Simon sapeva che era uno scherzo: appena si erano visti Jace
l'aveva abbracciato, e lui era sempre pi convinto che nella sua vita precedente non avessero avuto un
tipo di rapporto in cui fosse normale abbracciarsi.
Adesso invece s, a quanto pareva.
Simon, Isabelle e Clary scesero al fiume a passeggiare.
L'acqua sembrava cristallo nero al chiaro di luna, e in lontananza le torri demoniache
risplendevano come colonne di luce. Alicante era magnifica d'inverno, una citt di filigrana dove il
ghiaccio faceva da complemento al vetro. Simon camminava un po' pi lentamente delle due ragazze,
non abituato come loro alla stranezza e alla magia di quella citt, un luogo del quale gran parte del
mondo ignorava l'esistenza, il cuore lucente di una terra segreta e nascosta.
Ormai Simon si era abituato all'Accademia. E senza dubbio si sarebbe abituato per tempo a
tutta Idris.
Molto era cambiato, cos come era cambiato lui. Ma alla fine non aveva perso quanto di pi
prezioso avesse. Il nome del suo cuore gli era stato restituito.
Isabelle e Clary si girarono a guardarlo, camminando cos vicine che la cascata corvina dei
capelli dell'una si mescolava al tramonto infuocato dei ricci dell'altra. Simon sorrise, consapevole di
quanto fosse fortunato: fortunato in confronto a Mark Blackthorn, separato da ci che pi amava, e
fortunato in confronto a un miliardo di altre persone che non conoscevano l'oggetto del loro amore.
Arrivi, Simon? lo esort Isabelle.
S rispose lui. Sto arrivando.
Era fortunato a conoscerle, e fortunato a sapere cosa fossero per lui quelle ragazze e cosa lui
fosse per loro: una persona amata, ricordata, non perduta.
...
FINE.